martedì 11 maggio 2010

Di libri e piccole manie ossessivo compulsive

Sono una persona mediamente generosa.
Presto tutto, tranne: scarpe, mutande e libri.

I libri li considero un effetto personale più intimo della mutanda.

Tutti i miei libri fanno parte di me.
A tutti ho affidato una parte di me, a tutti ho permesso di leggermi a loro volta, senza dover mai fingere di essere quella che non sono.
Ognuno di loro, a ogni rilettura, rinnova la sua generosità e mi regala immagini nuove, parole che sbocciano con nuovi significati e portano a nuovi pensieri.

Non presto i libri perché li rileggo, sempre, in modo totalmente casuale, sempre.
Una parola mi attraversa le mente, dalla parola ritorna una frase, da una frase una storia, e dalla storia un titolo.
E io ho bisogno di tornare in quel mondo, subito, devo tornare a salutare le persone che ho già conosciuto, ma che mi sono mancate e non posso aspettare il tempo di recuperare il tomo.

Ecco perché non presto libri.

Sui miei scaffali Sophie Kinsella importuna D'Annunzio. Bret Easton Ellis glassa con la sua cupa follia Il diavolo veste Prada. Italo Svevo volta le spalle a Patricia Cornwell. Le biografie storiche guardano con superbia i romanzetti. I romanzetti guardano i saggi, sapendo che tra le loro pagine ci si diverte di più. Le Storie della Letteratura cercano di capire se i Libri d'Arte sono degni di udienza.

Nella mia libreria non esistono libri stupidi e libri intelligenti, libri di serie A o serie B. Non ci sono libri che mi vergogno di aver letto e altri che so di poter citare per fare 'bella figura'.

Ognuno di loro, chiamato a combattere, è stato l'amico migliore che potessi avere.
Tutti insieme sono una banda ben organizzata di soggetti fedeli. Mi tengono d'occhio, mi salutano dalle mensole, pronti sempre a essere ripresi in mano.

Quando penso agli e-book, mi vengono i brividi.
I libri di quando ero piccola (mmm, anche quelli da adulta in realtà), sulle pagine hanno ancora le macchie del tè, tra le pagine le briciole delle merende fatte senza potersi staccare dalla corsa vertiginosa di una trama appassionante. Mi sembra impossibile non poter condividere il cibo con la carta...

Me li sono trascinati dietro nei traslochi, maledicendoli per essere in numero e peso il bene più scomodante corposo in mio possesso.
Eppure anche il solo bene VIVO che penso di possedere (animali a parte)

I libri sono vivi, non abbandoniamoli.

8 commenti:

  1. Anche io sono un accanito bibliofilo e nemmeno io mi azzardo a prestare i libri. Nonostante il mio amore, devo però ammettere che qualche libro indegno della mia libreria e che avrebbe fatto meglio a non incontrare un tipografo, ogni tanto capita.

    Che poi siano pezzettini di vita anche quelli, non c'è dubbio. Ma in quei casi, l'idea della loro inutilità prevale, soprattutto perché mi hanno fatto perdere tempo (prezioso) che avrei potuto dedicare a libri migliori.

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  2. ciao navigatrice,
    posto un commento, non riferito ai libri in particolare, ma al tuo blog che è deliziosamente brillante e meravigliosamente sarcastico!

    magari un giorno ti pubblicheranno e anche tu andrai a far parte della libreria di qualcuno! della mia senza dubbio…

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  3. @Grande marziano, alcuni libri non dovrebbero mai arrivare alle stampe, concordo. Ma quei libri, di solito non li adotto, e nella libreria non ci arrivano. Se li compro io, perché prima dell'acquisto li leggo un po' e vedo se c'è feeling. Se il libro fedifrago mi viene regalato... beh, non ce la faccio lo stesso a mollarlo sull'autostrada, inizio la lettura, poi la mollo li. Magari tra anni, avrà la sua occasione, nel frattempo può partecipare alle querelles dei suoi fratelli.

    @virginim grazie, sarcasmo da brutte esperienze. Pubblicata... non vorrei entrare nella lista nera de Il grande marziano! -_-

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  4. Quanto hai ragione. Io adoro entrare in libreria e sentire il profumo di carta stampata....lo scricchiolio delle pagine nuove e tutti i segnalibro che mi invento...dai fiori ai disegni di First....
    L'Ipad....che profumo ha?

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  5. @NavigoaVista: sarebbe bello che "quei" libri non approdassero mai nella nostra libreria. A volte, per quanto ci si impegni, il pacco lo si prende lo stesso.

    Quanto alla mia lista nera, tranquilla, nonostante le antenne, le quattro mani, gli occhi "diversi" e il colore strano della pelle, non sono cattivo. ;)

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  6. @Grande Marziano, si a volte il pacco approda, però considero sempre l'utilizzo secondario... magari il contenuto è una fregatura, ma la copertina è bella, il lettering interessante, la scelta grafica felice... e allora qualcosa me l'ha dato lo stesso, foss'anche uno straccio di stimolo 'artistico'.

    Per la lista nera nonostante le sembianze... se mi garantisci anche che non mordi, siamo apposto così ;)

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  7. @NavigoaVista: diciamo che certi libri li si può giusto usare per pareggiare le gambe dei tavoli.

    Quanto alle mie attitudini, tranquilla, non mordo. Certo, c'è sempre il pungiglione in fondo alla schiena, ma basta che mi stai di fronte e non corri alcun rischio. Noi marziani lo usiamo ormai solo come difesa. Per pararci il didietro. :)

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  8. @Grande marziano ... e facciamo a fidarci!

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